Trentasei autoritratti, dal 1990 al 2026, compongono un’installazione che si presenta come un unico organismo.
Per la prima volta Egeon presenta una serie inedita di lavori realizzati a carboncino, un medium introdotto solo recentemente nella sua ricerca. Nati da fotografie scattate da persone diverse, i ritratti evocano un insieme di memorie labili. Come il ricordo, infatti, anche il segno del carboncino è fragile e mutevole: soggetto al tempo, può attenuarsi, trasformarsi o scomparire. Su ciascun volto si innesta una trama ispirata alle rizomorfe del fungo Armillaria: strutture filamentose e parassitarie che si sviluppano sugli alberi e ne favoriscono il decadimento.
Se da un lato ne accompagnano la morte, dall’altro rendono possibile la rigenerazione della foresta, favorendo il riciclo dei nutrienti. Il carboncino, ottenuto dal legno, e la carta, derivata dalla cellulosa, richiamano la materia stessa della foresta. L’allestimento ne rievoca la presenza attraverso grandi ritratti sospesi, liberi di ruotare e di instaurare relazioni mutevoli con il visitatore.
Per l’occasione, Egeon realizzerà inoltre un’opera murale temporanea raffigurante un gruppo di rizomorfe sulla facciata principale di SAC, concepita come estensione dell’installazione nello spazio esterno.
Per ulteriori informazioni:
https://www.spazioartecontemporanea.com/evento/il-sacrificio-dei-ricordi/













