Il gruppo della Lega al Consiglio
regionale della Lombardia ha presentato un progetto di legge
regionale contro le moschee abusive. Il documento prevede che
“l’insediamento e lo svolgimento di attività collettive
religiose siano subordinati anche all’appartenenza a una
confessione religiosa che abbia sottoscritto un’intesa con lo
Stato italiano” e che “non sarà possibile aggirare le norme
urbanistiche trasformando capannoni, negozi, magazzini o sedi
associative in luoghi di preghiera”.
Il documento – un aggiornamento di una legge già presente in
Lombardia e varata dalla giunta Maroni – vorrebbe dare anche più
potere ai sindaci, con i Comuni che avranno “strumenti più
chiari ed efficaci per controllare, sospendere e contrastare
l’utilizzo irregolare degli immobili come luoghi di culto. I
sindaci potranno applicare sanzioni e adottare provvedimenti per
impedire la prosecuzione delle attività abusive”.
Ogni insediamento religioso, inoltre, “deve rispettare le regole
urbanistiche e la vivibilità dei quartieri. Parcheggi, traffico,
affollamento e concentrazione di luoghi di culto dovranno essere
valutati per verificare la compatibilità delle attività
religiose con il territorio” con la Lega che chiede anche alle
organizzazioni religiose “trasparenza sui finanziamenti”.
La legge è stata presentata al Pirellone alla presenza del
vicepremier Matteo Salvini, del capogruppo della Lega in
Lombardia Alessandro Corbetta e dell’europarlamentare del
Carroccio Silvia Sardone.
“Libertà di culto non significa libertà di fare ciò che si vuole – ha detto Corbetta -. Quando viene insediato un luogo di culto ci deve essere una valutazione
specifica in cui valutare la sicurezza e la tranquillità dei
residenti. Ogni insediamento deve rispettare regole chiare e
chiediamo trasparenza sui finanziamenti ai luoghi di culto”.













