Niente semaforo verde per l’imponente polo tecnologico ed energetico previsto a ridosso del confine con Sedriano. Con il decreto firmato ai primi di ottobre 2026, il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE), di concerto con il Ministero della Cultura, ha espresso giudizio negativo di compatibilità ambientale sul progetto “Campus Data4 (MIL02) Vittuone”, presentato dalla società DATA 4 LOMBARDIA S.p.A..
Il piano proposto dal colosso dei dati prevedeva la realizzazione di un ampio campus distribuito su due fasi e due distinti lotti. Il lotto A (ex Ceramica Bardelli) era destinato alla riqualificazione industriale tramite l’edificazione del primo Data Center, oltre a palazzine uffici, cabina di trasformazione e parcheggi. Il lotto B (area agricola), destinato all’edificazione di un secondo fabbricato speculare (“DC02”), volto ad ampliare l’insediamento a est.
Per garantire il funzionamento continuo dei server anche in caso di emergenza o blackout della rete elettrica nazionale, il progetto contemplava l’installazione di 40 gruppi elettrogeni d’emergenza alimentati a gasolio (da 3,2 MWe ciascuno), per una potenza termica complessiva di ben 298 MWt e relative cisterne di stoccaggio carburante. Il collegamento alla rete nazionale prevedeva inoltre un nuovo elettrodotto interrato di circa 7 chilometri fino alla stazione Terna di Arluno.
A bloccare l’iter autorizzativo sono stati molteplici nodi critici emersi nel corso della procedura di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA). La Commissione VIA/VAS del MASE (parere n. 184 del 15 giugno 2026) ha evidenziato che dagli studi presentati non è stato possibile escludere impatti ed incidenze negative sull’ambiente circostante. Anche la Giunta Regionale lombarda (delibera del 9 marzo 2026) si è espressa sfavorevolmente, segnalando carenze documentali ed elevate criticità che impedivano un giudizio positivo sulla sostenibilità dell’opera.
Nonostante il lotto non ricada direttamente in aree a parco, il confine sud dell’intervento lambisce il Parco Agricolo Sud Milano e si inserisce in un contesto rurale e storico-paesaggistico caratterizzato dalla presenza di corsi d’acqua e dalla vicinanza con la Riserva del Bosco di Vanzago e i Fontanili. Il Ministero della Cultura ha notato come le opere di mitigazione vegetale e le barriere previste non fossero sufficienti a schermare visivamente gli imponenti volumi degli edifici e gli impianti tecnologici posti sulle coperture.
L’area presenta un rischio archeologico medio-alto per via della vicinanza a tracciati viari di epoca romana, paleocanali e contesti altomedievali richiedendo, qualora l’opera fosse stata approvata, rigide prescrizioni di saggi preventivi ed assistenza agli scavi.
Alla luce del quadro istruttorio e dei pareri espressi dalle diverse istituzioni ed enti territoriali, il Ministero dell’Ambiente ha formalizzato il decreto di compatibilità ambientale negativa. La società proponente avrà ora la possibilità di fare ricorso agli organi di giustizia amministrativa (TAR o Ricorso Straordinario al Presidente della Repubblica) entro i termini di legge.













