“Quegli accertamenti sul dispenser
chiesti dalla difesa di Alberto Stasi vanno fatti perche’
potrebbero smontare uno dei pilastri della condanna”. Ne e’
convinto Oscar Ghizzoni, che nel 2017, da consulente dei legali
di Stasi, svolse le analisi sul portasapone del bagno di casa
Poggi nell’inchiesta su Andrea Sempio, poi archiviata a Pavia.
Il tema ora e’ tornato attuale perche’, com’e’ emerso dagli atti
depositati con l’indagine in corso, gli avvocati Giada Bocellari
e Antonio De Rensis hanno sollecitato alla Procura
l’opportunita’ di effettuare nuovi “specifici accertamenti”
sull’oggetto. Il pensiero di Ghizzoni e’ che potrebbero essere
trovate impronte “dei familiari di Chiara o anche di persone che
frequentavano la casa in quel periodo”.
“Non sono in grado di dire se il reperto ci sia ancora. All’epoca – ricorda
nell’intervista all’AGI – analizzammo una fotografia scattata
dai Ris di pochissimi centimetri quadrati e rilevammo due
impronte attribuite a Stasi e, cosa molto interessante, contai
nove impronte in totale, comprese le due di Stasi, e in piu’
rilevai delle colature di sapone”.













