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Cerasa a New York “La forza dei dati contro la cultura del catastrofismo”

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di Stefano Vaccara

NEW YORK (STATI UNITI) (ITALPRESS) – Un antidoto alla “cultura della lagna” e alla convinzione che il mondo sia destinato inevitabilmente ad andare sempre peggio. Claudio Cerasa, direttore de Il Foglio, ha presentato all’Istituto Italiano di Cultura di New York, diretto da Claudio Pagliara, il suo ultimo libro “L’antidoto. Libertà, ambiente, tecnologia. Manifesto ottimista contro la dittatura del catastrofismo”, pubblicato da Silvio Berlusconi Editore. “È un pugno alla cultura della lagna, all’idea che il mondo sia destinato ad andare sempre peggio e che non ci siano soluzioni di fronte a problemi complessi”, ha spiegato Cerasa a Italpress. “I pessimisti cercano capri espiatori, gli ottimisti cercano soluzioni”.

Nel dibattito con Pagliara e con un folto e attento pubblico – tra i quali un attentissimo e prodigo di domande ambasciatore Giorgio Marrapodi, rappresentante permanente dell’Italia all’ONU – , il direttore del Foglio ha cercato soprattutto di spiegare le ragioni del suo ottimismo. Non un ottimismo ingenuo o di maniera, ma quello che si potrebbe definire un “ottimismo dei dati”: numeri e statistiche sull’Italia e sull’Europa che, secondo Cerasa, raccontano spesso una realtà molto diversa dalla percezione dominante e offrono motivi per guardare al futuro con maggiore fiducia. È proprio il contrasto tra percezione e realtà uno dei fili conduttori del libro.

Ottimismo anche sull’intelligenza artificiale. “L’AI non è né buona né cattiva. È come l’elettricità, può essere utilizzata bene o male”, ha detto Cerasa, ricordando che sottovalutarne i pericoli sarebbe un errore, ma aggiungendo che “il più grave rischio è non rischiare, restare indietro, non sperimentare”. Cerasa ha raccontato anche l’esperimento del Foglio, che pubblica un inserto settimanale realizzato interamente con l’intelligenza artificiale: un laboratorio che, ha spiegato, permette di toccare con mano limiti e difetti della tecnologia, ma anche di scoprirne potenzialità e vantaggi nel lavoro giornalistico.

Più complesso il discorso sull’America. Cerasa ammette di conoscerla meno dell’Europa e distingue soprattutto tra breve e lungo periodo. Nel breve prevale la preoccupazione per un Paese guidato da una politica che, nella sua lettura, fa leva sulla paura. Nel lungo periodo torna invece l’ottimista: “L’America resta una democrazia incredibile, resta il Paese più vitale del mondo” e attraverso la competizione politica, sostiene, sarà capace di produrre alternative. Persino il disordine provocato dalla politica trumpiana, secondo Cerasa, può generare anticorpi. In Europa, ha osservato, anche le destre stanno cercando strade autonome rispetto al modello di Trump. Insomma, per il direttore del Foglio essere ottimisti non significa ignorare guerre, crisi e paure. Significa provare a misurarle con i fatti. E soprattutto cercare soluzioni invece di limitarsi a raccontare la catastrofe.

– foto xo9/Italpress –

(ITALPRESS).

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