RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO – “Il dibattito sul bosco di via 2 Giugno merita, secondo noi, maggiore chiarezza e soprattutto una ricostruzione corretta dei fatti.
La scelta di rendere edificabile ed alienare il bosco comunale di via 2 Giugno risale all’Amministrazione
di centrosinistra (2015). (Non lo abbiamo mai negato e non vediamo alcuna ragione per nasconderlo).
Ma oggi esiste la possibilità di modificarla. Perché non viene fatto?
Il PGT adottato non risolve ma conferma queste previsioni e l’Assessore Andrea Tomasini nel suo intervento,
sull’argomento pubblicato sul nostro sito partner https://www.malpensa24.it/pgt-casorate-lassessore-ledificabilita-del-bosco-opera-del-centrosinistra/, più che argomentare, rimanda appunto alla responsabilità delle precedenti scelte.
Ci chiediamo però cosa c’entri, in questo contesto, il Comitato SalviAMO la Brughiera, nato alla fine del
2016, circa due anni dopo la variante urbanistica che aveva previsto l’alienazione del bosco.
C’è infatti un elemento tutt’altro che secondario che l’assessore Tomasini sembra omettere: a distanza di oltre
dieci anni dal precedente PGT, l’attuale Amministrazione ha la possibilità, attraverso la revisione dello
strumento urbanistico, di modificare quelle scelte e di restituire il bosco alla sua funzione naturale. In
considerazione anche, dell’enorme consumo di suolo subito a causa del progetto Ferroviario GallarateT2 Malpensa, che certamente il precedente PGT non poteva prevedere, ma che questo, ora, deve considerare e metterlo nel “conto” del consumo di suolo.
Nel frattempo, del resto, sono cambiate profondamente le condizioni, sia a livello locale sia a livello
globale. È cambiata la consapevolezza del valore ambientale degli spazi verdi, del ruolo dei boschi, del
consumo di suolo e della necessità di tutelare il paesaggio.
Per questo motivo, rinfacciare oggi le scelte compiute oltre dieci anni fa non può diventare un modo per
giustificare le contraddizioni del presente.
La domanda è semplice: se oggi esiste la possibilità di correggere quella scelta, perché non viene fatto?
E la questione non riguarda soltanto il bosco di via 2 Giugno.
La revisione del PGT viene presentata anche attraverso dichiarate finalità ambientali e di tutela del
territorio.
Tuttavia, permangono elementi che lasciano aperta una riflessione sul potenziale consumo di suolo,
sulla trasformazione di boschi, campi e paesaggio e sulla riconferma — e, per alcuni aspetti, persino sul
peggioramento — di previsioni urbanistiche relative, ad esempio, alle superfici commerciali e agli
ambiti lungo il Sempione.
È proprio su queste questioni che sarebbe utile confrontarsi nel merito, senza semplificazioni e senza
attribuire al passato la responsabilità di scelte che oggi appartengono a chi amministra.
Se l’Amministrazione ritiene ancora valide le scelte compiute oltre dieci anni fa, sarebbe più trasparente
avere il coraggio politico di rivendicarlo apertamente, non limitarsi a ricordare chi quelle decisioni le
assunse, ma spiegare perché oggi si ritiene di volerle confermare. In un quadro profondamente mutato
Da parte nostra, siamo disponibili ad affrontare questi temi in un dibattito pubblico con l’assessore, nel
quale confrontarci apertamente sui contenuti della revisione del PGT, sulle prospettive urbanistiche
della città e, soprattutto, sul futuro del bosco di via 2 Giugno.
Se l’assessore vorrà invitarci, saremo disponibili. Se preferirà essere invitato, saremo altrettanto disponibili a organizzare il confronto. Perché sul futuro del territorio crediamo sia più utile discutere nel merito che continuare a rinfacciarsi le scelte del passato”.
Comitato SalviAMO La Brughiera
Stefano Bianchi
Ferruccio Boffi
Daniele Porrini
Sonia Scandolara












