HomeCinemaPresentato il programma del festival film sui Diritti Umani di Lugano

Presentato il programma del festival film sui Diritti Umani di Lugano

Una grande notizia dell’ultima ora: sabato 17 ottobre, il Cinema Corso proietterà alle 20:30, il discusso film di Yuval Abraham, premiato alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia.

Alla presenza di Margherita Cascio Direttrice, Antonio Prata Direttore artistico e Roberto Pomari Presidente, nonché Bruno Bergomi (che subentra nel ruolo a Ferrari Gamba), si è svolta in questi giorni una ricca conferenza stampa per l’annuncio del programma della 13a edizione, del Lugano Film Festival dei Diritti Umani.

Per primo ha preso la parola il Presidente:

“Anche quest’anno ringraziamo la famiglia proprietaria del Cinema Corso per mettercelo a disposizione, e noi siamo felici di restituirlo agli antichi splendori.

Purtroppo quest’anno ci sono anche brutte notizie, dopo i ringrazia chi ha lavorato con tanto impegno, perché il LFFDU ha bisogno anche di aiuti economici… Anche quest’anno abbiamo accumulato le cifre necessarie, ma si stiamo avvicinando ad un limite di sostenibilità.
Stiamo per questo progettando di formulare le nuove edizioni ogni 2-3 anni.
Quest’anno il Cantone ha comunicato che Berna ha deciso che ci saranno dei tagli…
La riconoscenza va alle realtà economiche(tra queste Swissloss), che ci appoggiano ancora ma dovremo passare a nuove realtà finanziare.
Il nostro desiderio è arrivare al 2028, perché cadrà l’Anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani dell’ONU”.

Quindi è intervenuto Bruno Bergomi:

“Questo Film festival è l’evento più importante (ma non il solo), per la Fondazione Diritti Umani, Ferrari Gamba quest’anno ha lasciato, la preoccupazione della fondazione è finanziaria. Grazie a Myriam Nedir Maina che si occupa con dedizione alla raccolta fondi e sta cercando di arrivare alle grandi fondazioni della Svizzera, perché i diritti umani sono una necessità.
I Film? Come sempre, parlano molto della situazione gravissima in tutto il mondo per i diritti fondamentali.
Anche le violenze di genere ne fanno parte e sono fra i temi.”

Il Programma

Sono intervenuti Margherita Cascio e Antonio Prata.

“Questa edizione è strutturata come l’anno scorso, con la scelta dei cinema Corso e Iride come fulcro delle proiezioni. Il Mamitas Bar & Caffé anche quest’anno ospiterà gli incontri sotto il ventaglio del “Caffè dei diritti umani”, in collaborazione con Radio Gwen. Ci darà spazio anche l’Università e la libreria “Il Segnalibro”, con selezioni di libri sui nostri temi.

La rassegna sarà strutturata come sempre attorno al Concorso, e alle Scuole con approfondimenti e dibattiti a seguire, le proiezioni per le scuole saranno in numero maggiorato.

Restano importanti le collaborazioni con Swissnetwork Lugano che gestisce tutte le nostre reti culturali, con il Festival di Zurigo e il Festival del Film e Forum internazionale sui Diritti Umani di Ginevra.

Come sempre, il nostro riconoscimento più alto rimane il Premio Diritti umani per l’Autore.

Le tematiche saranno quelle fondamentali che convergono sulle maggiori crisi mondiali e sono legate a:

Migrazione
Conflitti
Repressione
Attivismo
Clima e sfruttamento delle risorse
La libertà d’espressione
Uguaglianza e Non Discriminazione
Diritti Economici, Sociali e Culturali

Il cinema riesce a comunicarle tutte con l’immagine.Anche grazie ai registi che parlano spesso di situazioni che hanno vissuto personalmente, e diventano sempre più vicine a noi, mentre spesso pensiamo che siano da noi lontane.”

“Nel panorama vi sono 27 film selezionati, per 30 proiezioni. 50 ospiti. Le Ong e tutte le realtà che collaborano.

Ritornando sul Premio principale, quest’anno va alla regista del Camerun, Rosine Mbakam. Descritta dal New Yorker come la migliore documentarista del nostro tempo.

Quando pensiamo a questo premio, noi ripensiamo agli incontri con queste persone, che hanno una umanità enorme, ma che in particolare si debbono porre il problema di chi lo vedrà e di come finanziarlo. Ha creato un caravan che permette alle piccole comunità di partecipare e di vedere i suoi film. Pensiamo di essere in diretta con lei la sera della premiazione, per ricordare a tutti noi anche i temi del Colonialismo: sarà uno sguardo grazie al cinema, su una parte del mondo del quale ci crediamo i possessori. Lei incarna lo spirito del festival, per affrontare la messa in discussione della nostra posizione. Noi mettiamo in discussione quelli che credevamo i nostri diritti acquisiti.

Per il Concorso internazionale di lungometraggi, avremo delle anteprime svizzere ed è il suo 4. Anno di esistenza. Spazio dove si può parlare direttamente con gli autori.

Saranno presenti durante il festival almeno 3 registi a presentare i loro film, avremo 8 titoli di finzione e dei documentari, dei quali 7 presentati in anteprima svizzera, selezionati dalla Direzione e dal Comitato di selezione LFFDU, che concorreranno per i Premi del Pubblico, della Giuria, ed il Premio ONG.
Alcuni di tipo sperimentale, per un totale di 12 nazioni e 4 continenti rappresentati.

Per le categorie dei concorsi, in Giuria 2026, avremo come giurata Gudula Meinzolt, il curatore e produttore cinematografico Dimitris Kerkinos, e la regista Robin Petré, professionisti in grado di dare il giusto sguardo sui film in competizione.

Ci saranno poi altri ospiti dai nomi risonanti, come Filippo Grandi, fino al 2025 Alto Commissario per le Nazioni Unite per i Rifugiati; e molti altri nomi, che saranno consultabili nel link in fondo.

Sarà inoltre proiettato un documentario sulle proteste a favore della Palestina, che si sono svolte nelle università americane, così come in Europa ed in Svizzera.
Avremo nel carnet, “A Fox Under a Pink Moon”, un recente documentario ad opera della giovane artista afghana Soraya Akhlaghi, che sta già girando da un po’ di tempo ed è stato presentato a Babel Festival, e da noi si troverà nel programma scolastico.

Altra chicca, il 10 ottobre, all’Iride, avremo ospite il Festival internazionale del Teatro, che ci racconterà la situazione in Israele, e come il Paese sta agendo contro con il Libano, in questo specifico caso.

Avremo ancora una volta le Giurie indipendenti di Amnesty international ed altre ONG indipendenti.

Infine, da anni lavoriamo in collaborazione con i progetti di REC e c’erano in giro per le sale e le strade, sempre questi ragazzi con le cineprese, che facevano domande ai passanti o al pubblico, e di questi progetti si occupa il loro creatore, Riccardo Torres, capo dell’associazione omonima”.

Lo stesso ha preso parola:

“Siamo una piccola realtà audiovisiva, estesa alla collaborazione dell’Istituto transizione e sostegno che accompagna i giovani a trovare un sostegno e un pre-tirocinio di orientamento o integrazione, per chi è appena arrivato in Svizzera ed in Ticino.
‘La vita in un minuto, la vita nasce a scuola’, è il nome del progetto di quest’anno, un filmato che racconta brevemente la storia e la vita di alcuni di questi giovanissimi che hanno dovuto ricominciare da zero da noi.
REC si è sempre caratterizzato per portare qualcosa ai più giovani.
Porteremo un progetto che nasce in aula, per portare al cinema storie di 8 ragazzi, grazie anche a Natascia Bandecchi.
La seconda componente di quest’idea, è una serie di podcast riascoltabile sul sito di REC, dal nome MAMERA, con due puntate dove si approfondiscono le loro vite.
Collaborano infine il Servizio integrazione stranieri, il Fondo Migros e la Fondazione diritti umani.
Di cercare spazi sul territorio che vogliano accogliere L’oltre festival, si sta occupando Cristiano Zanoni.”

In conclusione, vogliamo dire che ringraziamo gli oltre 25 volontari che si sono offerti di sostenerci con il loro lavoro e segnaliamo la presentazione alla Biblioteca cantonale di Lugano, del libro sulla Palestina, per Edizioni Casagrande, dal titolo “Un deserto senza Pace. Capire il conflitto Israelo-palestinese”, di Roberto Antonini.”.”

In conclusione, vi è stato un momento emozionante, con le dichiarazioni di Antonio Prata e Margherita Cascio:

“Difendiamo un cinema che incarni la forza della Dichiarazione dei diritti universali dell’Uomo, che continui a raccontare le pieghe della Storia, che ci avvicini alle vite di chi pensiamo lontano, un cinema che si interessi a chi lo guarda, un film fatto di autori e autrici che ci danno in prestito i loro occhi, e che sia sempre testimonianza, un cinema che continui a dare voce agli oppressi, che scateni il dialogo, che riveli l’invisibile, un cinema che ponga chi lo fa difronte a delle scelte, che sia forte soprattutto quando è fragile, perfetto anche se realizzato con pochi mezzi, che difenda la lentezza quando serve, ed il silenzio quando parla e la differenza quando provoca, che possa decolonizzare il nostro sguardo, riprendendo appunto le parole di Rosine Mbakam.

“… Proviamo ad essere un festival che sia comunità per coloro che difendono questo tipo di cinema, che sia sempre uno spazio, di incontro per tutte e per tutti. Un festival che possa sempre di più amplificare voci, lotte, appelli per un mondo diverso e migliore, che continui a denunciare gli oppressori, che destabilizzi le discussioni e le nostre posture e i nostri preconcetti.
Proviamo ad essere un festival che permetta di prendere sulle nostre spalle il dolore degli altri, come ci ha richiamato a fare Manijeh Hekmat, regista e produttrice iraniana, Premio Diritti Umani 2023, sempre da noi.
Un festival che continui a dimostrare che ciò che ci separa dalle vittime è solamente il caso della nascita.
Un festival che resista, che rafforzi il nostro senso civico, ed un festival che rinnovi in noi la domanda ‘Cosa posso fare?’.”

Info programma e film al link:

https://www.festivaldirittiumani.ch/it/

A cura di Monica Mazzei
Redattrice culturale per
TicinoNotizie.it

Nella foto in evidenza la regista ROSINE MBAKAM.
Le e’ stato conferito il PREMIO DIRITTI UMANI PER L’AUTORE 2026

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