Un intervento tempestivo, la massima lucidità nei minuti più drammatici e una preparazione impeccabile. C’è tutto questo dietro il gesto eroico di Alessandro Colombini, l’istruttore di nuoto che, alcuni mesi fa, ha strappato alla morte una ragazza colpita da un improvviso arresto cardiaco. Un atto di immenso valore civico che ha ricevuto il giusto e doveroso riconoscimento ufficiale durante l’annuale serata dedicata ai “Meriti Sportivi” a Magenta.
L’evento, condotto sul palco dalla giornalista di Sport Mediaset Eva Gini, ha vissuto uno dei suoi momenti più toccanti proprio durante la premiazione dell’allenatore. Alla presenza dell’assessore Mariarosa Cuciniello, Colombini è stato ringraziato per la prontezza che ha fatto la differenza tra la vita e la morte.
La vicenda si è consumata a bordo vasca. La giovane atleta si stava preparando per la sessione di allenamento quando, improvvisamente, si è sentita male perdendo conoscenza. Allertato immediatamente da una collega alla cassa, Colombini è accorso sul posto e ha compreso all’istante la gravità della situazione: “Ho capito abbastanza in fretta che la situazione non era gestibile facilmente – ha raccontato l’istruttore – ma fortunatamente in altre occasioni ho imparato che io non mi blocco in queste situazioni. Ho capito che serviva il massaggio cardiaco e sono partito subito” .
Mentre i colleghi allertavano il 112, Colombini ha praticato il massaggio cardiaco senza fermarsi mai, mantenendo attive le funzioni vitali della ragazza fino all’arrivo dell’equipe medica. Un intervento fondamentale che ha permesso ai soccorritori di stabilizzare la giovane e portarla in salvo.
Oltre alla meritata targa, la serata è diventata l’occasione per lanciare un messaggio cruciale sull’importanza della sicurezza e della formazione continua nello sport e sul lavoro.
Alessandro Colombini ha voluto fare un appello accorato, rivolgendosi a chiunque si trovi a frequentare un corso di primo soccorso: “L’appello fondamentale è di non limitarsi, quando si fa un corso aziendale, a guardare le slide sbadigliando. Nel 99% dei casi rimangono solo diapositive, ma c’è quell’1% in cui ti ritrovi in situazioni reali. Noi come team CIEF facciamo il retraining di aggiornamento ogni due anni perché ci crediamo, e a me è servito”.












