HomeItalpressJovanotti compie 60 anni: energia, musica e poesia senza sosta

Jovanotti compie 60 anni: energia, musica e poesia senza sosta

Gli aggiornamenti di oggi dalla Redazione Spettacoli

MILANO (ITALPRESS) – Il “ragazzo fortunato” compie sessant’anni. Lorenzo Cherubini, per tutti Jovanotti, li festeggia il 27 settembre e, a giudicare da come ha trascorso gli ultimi mesi, l’età anagrafica resta soltanto un numero. Ha chiuso il “Jova Summer Party” pedalando per circa duemila chilometri tra una tappa e l’altra ed è tornato al Circo Massimo dopo avere attraversato mezza Italia in bicicletta. In barba all’età e all’incidente dell’estate 2023, quando a Santo Domingo cade mentre viaggia in bici ritrovandosi con femore e clavicola fratturati e il trocantere sbriciolato, Jovanotti continua a mantenere la stessa voglia di saltare sul palco che aveva quando invitava tutti a dargli il “Gimme five”. A quel tempo in pochi avrebbero scommesso sul futuro da cantautore di quel dj alto e magro, con il cappellino in testa, i vestiti colorati e una predilezione per il ritmo, l’energia e la festa anche a scapito di una perfetta intonazione.

Claudio Cecchetto lo porta a Radio Deejay e Jovanotti diventa rapidamente il ragazzo di “E’ qui la festa?”, “La mia moto” e “Ciao mamma”. In quel periodo con Jovanotti, in via Massena ci sono anche Amadeus, Fiorello, Linus, Albertino e Nicola Savino. Nel 1989, a 22 anni, sale sul palco di Sanremo grazie a una licenza dal servizio militare: canta “Vasco”, omaggio a Vasco Rossi e arriva quinto tra i Campioni. In quel momento la musica non era una strada scontata per Lorenzo Cherubini. Continua a muoversi tra radio, televisione e musica, pubblica dischi molto legati al rap e alla dance, ma comincia progressivamente a venire fuori la sua vena poetica (nel 2022 pubblica con Nicola Crocetti l’antologia, “Poesie da spiaggia” raccogliendo versi dei loro autori preferiti).

Nel 1991 arriva “Una tribù che balla”, l’anno dopo “Lorenzo 1992” e due anni dopo “Lorenzo 1994”, l’album di “Penso positivo”, “Serenata rap” e “Piove”, che dà una virata decisa verso il cantautorato moderno, contaminato negli anni successivida funk, world music, ritmi africani e latinoamericani. “L’ombelico del mondo” è la fotografia di quello che Lorenzo “Jovanotti” Cherubini continua a essere, un esploratore della musica e un narratore in versi della sua vita. “Per te” è dedicata alla figlia Teresa, nata il 13 dicembre 1998. “E’ la sua canzone di quando ho saputo che stava venendo al mondo”, ha raccontato anni dopo.

“A te”, invece, è per la moglie Francesca Valiani, sposata a Cortona nel 2008 dopo una storia cominciata molti anni prima. “La scrissi per chiederle di sposarmi”, ha spiegato. Come la vita, non tutti i suoi brani raccontano episodi felici. Al fratello maggiore Umberto, pilota, morto a 46 anni durante il collaudo di un piccolo aereo che gli aveva fatto conoscere la musica e i cantautori e gli aveva insegnato a riparare le biciclette, ha dedicato l’album “Safari”. Quel disco contiene “Fango”, l’ultimo brano che Lorenzo gli aveva fatto ascoltare.

La sua scomparsa “è il grande vuoto della mia vita”, dirà qualche anno dopo. Al ricordo della madre Viola è legata “Le tasche piene di sassi”. Confesserà: “Notavo in lei delle tristezze che mi hanno formato molto. Per me farla sorridere è stato il motore di tutto”. Un altro motore è stata la sua infanzia trascorsa sotto il Cupolone. Il padre Mario lavorava in Vaticano come gendarme e la famiglia viveva a Porta Cavalleggeri, a due passi da San Pietro. “La Chiesa è casa mia. Ci sono nato dentro”, ha ricordato Jovanotti, oggi di stanza a Cortona, dove vive con la famiglia e continua a scrivere, studiare, disegnare, preparare dischi e tour.

Compreso l’ultimo, appena concluso al Circo Massimo, dove sono stati chiamati a raccolta i suoi fan sin dal primo pomeriggio, sul modello dei beach party che ha ideato e portato in scena negli ultimi anni. Perché dai primi passi come dj a oggi Lorenzo “Jovanotti” Cherubini ha continuato a comportarsi come se stare fermo fosse una possibilità piuttosto remota. Forse è questo, più dell’età, che tiene ancora in vita quel nome inventato quando era ragazzo. Jovanotti, rigorosamente al plurale.

-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).

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