I carabinieri di Savona hanno
arrestato i coniugi gestori di attrazioni per spettacoli
viaggianti che avevano una giostra nell’impianto di Spotorno
(Savona) che sarebbe stata collegata a quella dove il 16 luglio
scorso è morto folgorato un ragazzo di 15 anni di Saronno
(Varese). I due sono accusati di omicidio colposo e frode
processuale. L’attrazione dove stava giocando il ragazzo
deceduto è di proprietà di una terza persona, anch’essa
sottoposta a indagini per gli stessi fatti.
Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di
Savona, sono tuttora in corso e sono svolte dalla Polizia
Municipale di Spotorno, dal personale della Sezione di Polizia
Giudiziaria presso la Procura di Savona e della Stazione
Carabinieri di Spotorno.
L’ordinanza di custodia cautelare ha ritenuto fondata
l’ipotesi accusatoria secondo la quale il ‘calciometro’ sarebbe
stato collegato mediante un cavo elettrico a un’altra giostra,
di cui sono titolari i due indagati. Le indagini hanno portato
gli inquirenti a scoprire che gli indagati avrebbero cercato di
nascondere il collegamento dei cavi rendendo versioni non vere e
modificando lo stato dei luoghi. Si tratta di una ipotesi
d’accusa basata sull’assunzione di dichiarazioni, sul confronto
fra le fotografie dei luoghi effettuate nell’immediatezza dei
fatti e nei momenti successivi al sequestro dell’area oltre che
sull’esito di una perquisizione che ha portato a trovare alcuni
oggetti ripresi in alcune foto ma non reperiti al momento del
primo sopralluogo.
Il provvedimento restrittivo, di natura cautelare e urgente,
è stato emesso per evitare l’inquinamento delle prove e la
reiterazione del reato. Gli accertamenti tecnici sono tuttora in
corso e la relazione peritale, in corso di svolgimento nel
contraddittorio fra le parti, non è stata ad oggi depositata.












