HomeCronacaCastano, il Comune nega la tensostruttura a evento islamico: «Profonde criticità»

Castano, il Comune nega la tensostruttura a evento islamico: «Profonde criticità»

Non si terrà l’evento “socio-culturale e informativo” previsto dall’associazione islamica Faizane Medina dopodomani, sabato 26 settembre, a Castano Primo. A quanto risulta ai colleghi del nostro siti partner Malpensa24 del GRUPPO ISENI EDITORI, il Comune avrebbe notificato il provvedimento di diniego all’utilizzo della tensostruttura comunale (nella foto) da parte dell’associazione pakistana per l’annunciato incontro volto a «promuovere l’integrazione, la cittadinanza attiva e l’educazione che parte dagli adulti per trasmettere i giusti valori alle nuove generazioni». La notifica del provvedimento sarebbe avvenuta oggi, giovedì 24, a due giorni dalla data annunciata e già pubblicizzata sui social, a conclusione dell’istruttoria formale ad opera degli uffici comunali.

L’incontro, programmato tra le 19.00 e la mezzanotte di sabato e al quale erano attesi 1.500 partecipanti, aveva fra i temi principali – come si legge nel volantino ufficiale – “l’educazione alla legalità: focus sul rispetto delle regole civiche e di convivenza; valori della famiglia e Inclusione: promozione del rispetto fondamentale per le donne, i bambini, la famiglia e l’intera comunità; sensibilizzazione e prevenzione: interventi contro l’uso di sostanze stupefacenti e droghe; promozione del rispetto reciproco: focus sulla tutela dei beni comuni e delle istituzioni locali”.

«Programma e organizzatori diversi da quanto comunicato»

Tuttavia, nell’atto di indirizzo che la giunta comunale aveva dato agli uffici si sostiene la «complessità dell’evento e, per contro, il ristretto preavviso con il quale è stato sottoposto all’amministrazione» oltre a «profonde e oggettive criticità». Fra queste, la «netta difformità tra il programma ufficiale depositato presso l’Ente e il materiale promozionale diffuso sui canali social: in quest’ultimo, la paternità e la gestione dell’evento vengono attribuite a un’associazione islamica a rilevanza nazionale, diversa dall’associazione locale che ha formalmente richiesto gli spazi. Inoltre, nel programma depositato, le attività illustrate sono di natura squisitamente civica, mentre nel programma diffuso sui canali social l’attività prevalente è incentrata sull’aspetto spirituale, insegnamenti della Sunnah, suppliche collettive e recitazione, nonché mirata a favorire le connessioni e il networking fra i musulmani residenti in Italia».

La giunta del sindaco Roberto Colombo ha poi riscontrato la violazione della parità di genere – che i promotori dell’evento hanno invece recisamente negato – dal momento che «l’associazione nazionale di fatto organizzatrice è già balzata agli onori delle cronache per aver promosso, in analoghi raduni svoltisi in altre città italiane, una netta segregazione tra uomini e donne. Tale condotta si pone in palese contrasto con i principi inderogabili di uguaglianza e parità di genere sanciti dall’articolo 3 della Costituzione Italiana».

«Procedura scorretta e rischio sicurezza»

Sotto il profilo tecnico, invece, l’amministrazione castanese giustifica il rifiuto di concedere la struttura di via Mantegna per due ragioni: «L’associazione ha pubblicizzato e promosso l’evento come già autorizzato, indicando la data e la sede comunale prima ancora che l’amministrazione avesse esaminato l’istanza o rilasciato formale atto di concessione. Tale comportamento configura una violazione delle corrette relazioni istituzionali e induce in errore la cittadinanza».

Inoltre vengono opposte ragioni di capienza, viabilità e sicurezza. «La struttura richiesta – si legge ancora nell’atto di indirizzo politico-amministrativo della giunta – è inserita in un contesto fortemente residenziale. La presenza prevista di circa 1.500 persone comporta specifici adempimenti in termini di sicurezza, oltre a un notevole impatto sulla viabilità locale, sulla disponibilità di parcheggi e sui livelli di inquinamento acustico, che – qualora non adeguatamente gestiti – possono comportare seri rischi per la sicurezza urbana e la quiete pubblica dei residenti».

*contributo tratto dal sito partner MALPENSA 24 GRUPPO ISENI EDITORI

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