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di Stefano Vaccara
NEW YORK (STATI UNITI) (ITALPRESS) – “Mi scuso se delle persone si sono sentite offese da quello che ho detto, ma io non ho mai pensato di offendere le donne“. Antonio Tajani, vicepresidente del Consiglio e ministro degli Esteri, da New York torna sulle polemiche suscitate in Italia dalle sue recenti dichiarazioni sulle donne e come riconoscerle dalla lunghezza delle gonne, e, nel corso di un punto stampa all’ICE, respinge l’interpretazione data alle sue parole.
“Mi spiace molto che siano state fraintese alcune mie affermazioni estrapolate da un discorso molto più articolato”, ha spiegato Tajani, aggiungendo di non avere mai voluto offendere le donne “né nella vita privata né nella vita pubblica”. Il ministro ha quindi indicato come prova della propria posizione sui diritti femminili una scelta compiuta alla Farnesina: “Ho nominato e ho voluto nominare ambasciatore in Iran e ambasciatore in Afghanistan due donne proprio per dare un segnale molto chiaro che in tutto il mondo non si possono calpestare i diritti delle donne”.
Tajani ha invitato a non “strumentalizzare” singole frasi e ha detto di non voler alimentare ulteriormente la polemica. Tajani è a New York dal 21 al 24 settembre per guidare la delegazione italiana all’81ª Assemblea Generale delle Nazioni Unite.
Martedì parteciperà, su delega della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, all’apertura dei lavori dell’Assemblea. Proprio l’assenza della premier è stata oggetto di una domanda durante il punto stampa. Alla domanda se la mancata partecipazione di Meloni – ricordando il precedente di Silvio Berlusconi nel 2011 – potesse essere interpretata al Palazzo di Vetro come un segnale di minore attenzione italiana verso l’ONU in un momento di particolare crisi del multilateralismo, Tajani ha risposto nettamente: “No, no, noi non diamo assolutamente meno importanza alle Nazioni Unite, che riteniamo uno strumento fondamentale per raggiungere la pace ovunque. Anzi, vogliamo un ruolo più forte delle Nazioni Unite”.
Il ministro ha citato l’impegno italiano a Gaza e in Sudan attraverso Food for Gaza e Italy for Sudan, la collaborazione con il World Food Programme e il sostegno al ruolo dell’ONU sul nucleare. “Interverrò alle Nazioni Unite in rappresentanza dell’Italia”, ha ricordato: “Nessuna sottovalutazione”. Sul fronte internazionale, Tajani ha confermato il sostegno italiano a “tutto ciò che può portare a una pace giusta” in Ucraina, ribadendo però che “c’è un Paese che è invaso” e che il sostegno a Kiev punta anche a convincere Vladimir Putin a sedersi al tavolo con Volodymyr Zelensky.
A New York il titolare della Farnesina incontrerà inoltre il ministro degli Esteri iraniano, nonostante le forti divergenze con Teheran, per mantenere aperto il dialogo e affrontare la crisi dello Stretto di Hormuz. Tajani chiederà anche all’Unione Europea di rafforzare la missione Aspides nel Mar Rosso e a Bab el-Mandeb, ricordando che circa il 40% del traffico marittimo commerciale italiano passa attraverso quella rotta. Sul rapporto transatlantico, Tajani ha definito Europa e Stati Uniti “le due stelle polari” della politica estera italiana.
Nella stessa giornata è previsto l’incontro con il segretario di Stato Marco Rubio per la firma di un memorandum sui minerali critici, volto a diversificare le catene di approvvigionamento oggi fortemente dipendenti dalla Cina. Il punto stampa si è svolto in occasione dell’inaugurazione del nuovo ufficio SIMEST a New York, che opererà in sinergia con l’ICE. Tajani ha invitato le imprese italiane a non arretrare dal mercato americano nonostante l’incertezza provocata dai dazi.
“Bisogna continuare a investire negli Stati Uniti, a esportare negli Stati Uniti”, ha affermato, sottolineando una crescita del 2% delle esportazioni italiane nei primi mesi dell’anno. “La qualità dei nostri prodotti riesce a superare ogni ostacolo”. Per Tajani, l’apertura della sede SIMEST dimostra che l’Italia continua a credere nel mercato americano pur perseguendo una strategia di diversificazione verso aree come il Mercosur. L’obiettivo resta consolidare il ruolo dell’Italia come “quarta potenza commerciale mondiale”, puntando sull’export anche in una fase segnata da dazi, guerre e forti tensioni geopolitiche.
-Foto xo9/Italpress-
(ITALPRESS).












