A fare il punto sulla situazione è Il Giorno, in un approfondimento firmato da Federica Pacella pubblicato il 20 settembre 2026, alla vigilia della Giornata mondiale dell’Alzheimer. Secondo i dati riportati dal quotidiano, in Italia entro il 2050 i casi diagnosticati potrebbero aumentare del 54%, sulla base delle stime contenute nel rapporto The Prevalence of Dementia in Europe 2025 di Alzheimer Europe.
«Siamo di fronte a una vera emergenza di salute pubblica», sottolinea nell’articolo Mario Possenti, segretario generale di Federazione Alzheimer Italia e vicepresidente di Alzheimer Europe.
In Lombardia oltre 22mila nuovi casi in un anno
Ricostruire un quadro preciso della situazione lombarda non è semplice, anche a causa della disomogeneità delle fonti disponibili. La delibera regionale del 2023 segnala comunque un aumento dell’incidenza dell’Alzheimer e stima oltre 25mila possibili nuovi casi ogni anno.
Un altro elemento particolarmente critico riguarda la diagnosi: il ritardo medio si aggira attorno ai 18 mesi. Un riconoscimento precoce della malattia è invece fondamentale per poter intervenire tempestivamente e rallentarne, per quanto possibile, la progressione.
Secondo la delibera regionale del 3 giugno 2025, nel 2023 in Lombardia erano stimati oltre 110mila pazienti over 50 con demenza, con circa 22mila nuovi casi. I dati evidenziano inoltre un aumento della mortalità per tutte le cause tra gli over 50 affetti da demenza.
I dati delle province lombarde
A fornire una fotografia più dettagliata sono gli osservatori epidemiologici delle diverse Ats.
Nell’Ats Brescia, nel 2024 risultavano 16.580 assistiti con demenza, con un’età media di 83,9 anni. Tra questi, 8.300 erano persone affette da Alzheimer. Il dato comprende anche 143 persone con meno di 40 anni. Particolarmente significativo è il ricorso ai servizi sanitari: il 41% degli assistiti ha avuto accesso al Pronto soccorso e il 28% è stato ricoverato in ospedale. Tra gli over 90, inoltre, il 32% risulta ospite di una Rsa.
In Ats Bergamo, il rapporto relativo al 2023 censisce 5.277 persone con demenza.
In Ats Brianza, l’Anagrafe delle fragilità aggiornata a gennaio 2025 conta 12.667 persone con demenza, pari al 3,3% della popolazione sopra i 60 anni. La presenza è particolarmente significativa nel territorio lecchese. Il 38,7% ricorre alla Rsa, mentre il 61,3% vive nella propria abitazione.
A Milano la stima è di circa 25mila persone con demenza, mentre nell’Ats della Montagna, che comprende Val Camonica, Valtellina e Alto Lario, il rapporto 2024 indica 633 casi.
In provincia di Pavia, infine, si stimano circa 9mila pazienti con demenza, dei quali circa 6mila affetti da Alzheimer.
Una sfida destinata a crescere
I numeri restituiscono quindi un quadro complesso e destinato a diventare ancora più impegnativo nei prossimi decenni. L’aumento dell’aspettativa di vita e il progressivo invecchiamento della popolazione rendono infatti le demenze una delle principali sfide sanitarie e sociali del futuro.
La diagnosi precoce, l’accesso alle cure, il sostegno alle famiglie e una rete territoriale capace di accompagnare i pazienti lungo tutto il percorso della malattia diventano così elementi centrali per affrontare un fenomeno che riguarda già oggi decine di migliaia di persone in Lombardia.











