Gli aggiornamenti di oggi dalla Redazione Spettacoli
ROMA (ITALPRESS) – Mercoledì 23 settembre torna su Rai3 “Chi l’ha visto?”. Dopo 22 anni a condurlo non ci sarà Federica Sciarelli ma Raffaella Griggi, già da anni nella squadra del programma tanto che, assicura, “in redazioni sono stati tutti contenti della mia scelta. Ci aspettavamo qualche vip, grandi nomi e, invece, la scelta è caduta su una persona interna”.
Anche Sciarelli, racconta, è contenta: “Mi ha inviato un cuore quando ha saputo. L’ho sentita anche recentemente, si gode le giornate e le sue pattinate. Come tutti, mi ha consigliato di essere me stessa”. E lei, dice, lo farà: “Sarò la stessa che avete visto nelle cucine dei familiari negli scomparsi nei collegamenti. A parte le scarpe…”.
A spaventarla non è tanto la pesante eredità quanto l’improvvisa popolarità: “Non se sia il pudore genovese ma non sono abituata a fotografi, telecamere, a questo interesse spasmodico. Lo vivo con stupore e inadeguatezza”. Per la conduzione di “Chi l’ha visto?” si era fatto anche il nome di Francesca Fagnani: “La mia è stata una scelta pulita e anche coraggiosa, non convenzionale, che premia una gavetta fatta sia in Rai sia fuori. Non conosco la Fagnani ma, forse, hanno pensato che un profilo interno potesse andare meglio”.
Il direttore dell’Approfondimento Rai Paolo Corsini conferma: “Nell’azienda ci sono competenze e talenti che meritano di essere valorizzati. Se troviamo figure che hanno vissuto la storia del programma, è naturale guardare prima alle professionalità interne. Fagnani è un talento che abbiamo valutato perché è una risorsa dell’azienda e ha competenze non solo per il suo programma ma anche come giornalista di cronaca”.
Al di là della nuova conduzione, la struttura di “Chi l’ha visto?” è rimasta sostanzialmente la stessa: “È un patrimonio prezioso che sta tutto in quel punto interrogativo” dice Griggi che, però, anticipa un paio di novità: l’attenzione agli “scomparsi digitali”, “giovani e giovanissimi che si perdono nel web e vengono risucchiati” e uno spazio in cui in ogni puntata “uno degli inviati storici del programma racconterà uno dei casi che ha seguito nel tempo”.
A proposito di passato a chi, al netto di “Chi l’ha visto?”, parla della perdita di identità di Rai3, Corsini risponde: “Rai3 è la rete che ha più risentito dei grandi investimenti sull’approfondimento della concorrenza privata. Inquadrare, però, Rai3 solo all’interno di una prospettiva ideologica si è rivelato penalizzante perché non ha concesso all’azienda di cogliere le trasformazioni del mercato”.
“Oggi – prosegue – Rai3 è una rete aperta e plurale in cui si valorizzano programmi già esistenti e se ne sperimentano di nuovi. Ed è questo il percorso su cui si deve continuare. Avere nostalgia delle tre reti con una forte identità politica vuol dire rimanere nel passato”.
Il pensiero va inevitabilmente a La7 e alla sua crescita: “La7 ha costruito una proposta editoriale riconoscibile ma ha conquistato la parte di pubblico interessato al dibattito politico solo da una certa prospettiva mentre il servizio pubblico deve garantire il pluralismo. I privati ci fanno concorrenza polarizzando il pubblico e, a volte, gli ascolti premiano ma a che prezzo per il pluralismo?”
-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).











