A seguito del grave sversamento di idrocarburi nel Naviglio Grande partito all’inizio di settembre da Pontevecchio, Magenta, il Comune di Robecco sul Naviglio si trova a gestire una delle situazioni più critiche dell’intera tratta. Intervistata negli studi di Malpensa 24, il sindaco Fortunata Barni ha delineato il quadro degli interventi in corso, soffermandosi in particolare sullo stato della pregevole Roggia Soncina e sull’impatto economico ed ecologico dell’evento.
Il 4 settembre l’allarme è scattato immediatamente: in pochissimi minuti le acque del Naviglio si sono trasformate in un “tappeto nero”. Il sindaco Barni ha attivato subito la Centrale Operativa Comunale (COC) e fatto squadra con il sindaco di Magenta, Luca Del Gobbo, allertando Arpa, Parco del Ticino e Città Metropolitana.
La situazione più complessa si è registrata a Robecco proprio lungo la Roggia Soncina, un canale dall’acqua lenta che attraversa il centro abitato. Per evitare che l’inquinamento raggiungesse i campi e devastasse l’agricoltura locale, le autorità sono state costrette a una decisione drastica: chiudere le paratie del ripartitore idraulico. Il blocco del flusso ha salvato le coltivazioni. I disagi sono stati però inevitabili. Alcuni cittadini hanno riferito disturbi come tosse e lacrimazione a causa delle esalazioni acri.
Dopo i primi interventi d’urgenza effettuati in sinergia con i tecnici di Città Metropolitana, la prima fase di pulizia superficiale dello specchio d’acqua è stata completata con successo tramite materiali assorbenti. Attualmente le squadre sono al lavoro per la ripulitura delle sponde.
La sfida più imponente, tuttavia, riguarda l’alveo della Roggia Soncina. Trattandosi di un idrocarburo pesante, la sostanza ha teso sia a galleggiare sia a depositarsi sul fondo, lasciando nelle pozze di prosciugamento un vero e proprio deposito catramoso. Per valutare l’esatta entità del danno e il livello di infiltrazione nel terreno, l’amministrazione comunale ha affidato un incarico specifico a una società privata, restando in attesa della rendicontazione ufficiale da parte degli organi inquirenti e di ARPA. A peggiorare lo scenario, si è aggiunto nei giorni successivi un secondo sversamento di minore entità nella Roggia Monegatta, nella frazione di Cascinazza, sul quale sono tuttora in corso accertamenti.
Sul fronte economico, il sindaco Barni ha spiegato che una valutazione oggettiva dei danni non è ancora stata quantificata, dato il massiccio dispiegamento di risorse da parte di molteplici enti, tra cui il Consorzio Est Ticino Villoresi. Tuttavia, il primo cittadino ha lanciato un chiaro appello: “La qualità e la quantità del danno è talmente elevata che obiettivamente un Comune non ce la potrebbe fare da solo. Un evento di questa portata non può essere lasciato sulle spalle dei sindaci, ma deve trovare un supporto economico dalle istituzioni superiori”.
Nonostante lo scempio ambientale, Robecco ha dimostrato una forte resilienza, registrando comunque una massiccia affluenza di persone durante gli eventi di festa del fine settimana successivo al disastro. Per il momento, l’amministrazione ha scelto di dare assoluta priorità alla bonifica e alla tutela della salute pubblica piuttosto che concentrarsi sulle procedure legali di costituzione di parte civile, in attesa che la Procura faccia luce sui responsabili per dare alla cittadinanza la giustizia che reclama.











