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Dalla Liguria a Magenta, rientro da incubo: dopo la solidarietà auto in panne sulla A26 sotto il sole cocente

Ci sono giornate in cui il rientro a casa da una gita si trasforma in un vero e proprio banco di prova, un susseguirsi di imprevisti dove la paura, lo spirito di solidarietà e la pura e semplice sfortuna si intrecciano nell’arco di pochi chilometri. È quanto accaduto lungo l’autostrada A26, nel tratto che attraversa la provincia di Alessandria, durante il viaggio di ritorno dalla Liguria verso Magenta. Abbiamo già detto del drammatico doppio incidente al quale abbiamo parzialmente assistito davanti ai nostri occhi.

Dopo quel dramma la Punto del cuggionese Pier riprende la strada verso Magenta, con ancora negli occhi la gravità dell’accaduto e addosso il peso del caldo e dello stress. Il peggio sembra ormai alle spalle. Ma la A26 riserva un secondo, inaspettato capitolo.

Circa cinquanta chilometri più avanti, la Fiat Punto del cuggionese (a suo dire in perfetto stato di forma) comincia a perdere colpi, fino a spegnersi definitivamente al margine della carreggiata. La prima diagnosi “a caldo” del conducente non lascia dubbi: siamo rimasti a secco. Rimanere in panne in autostrada rappresenta uno dei rischi maggiori per gli automobilisti. Nonostante il traffico non fosse particolarmente denso, il passaggio frequente di mezzi pesanti a velocità sostenuta ha reso la sosta forzata un momento di reale ed elevato pericolo.

La buona sorte (si fa per dire), in mezzo alla disavventura, fa sì che lo stop arrivi a breve distanza da una colonnina per le chiamate d’emergenza SOS. Dal centralino risponde un operatore estremamente gentile e professionale, che rassicura gli automobilisti: in autostrada, i veicoli fermi in posizione pericolosa hanno la massima priorità d’intervento su qualsiasi altro servizio.

L’attesa del carro attrezzi, tuttavia, sotto il picco del calore estivo e con i tir che sfrecciano a pochi metri, appare interminabile. I minuti scorrono lenti, ma la macchina dei soccorsi autostradali si dimostra efficiente. L’arrivo del mezzo di recupero permette finalmente di mettere in sicurezza i passeggeri e rimuovere la Punto dalla sede stradale.

Il servizio, naturalmente, si paga: circa 150 euro e subito. E’ il prezzo del recupero per essere scortati fuori dal tratto autostradale fino alla prima area di servizio utile. Ma è proprio qui che arriva la sorpresa finale.

Una volta raggiunto il piazzale della stazione di servizio, il controllo del tecnico rivela la vera natura del guasto: il serbatoio della Punto non era ancora vuoto. A tradire Pier e i suoi passeggeri è stata la batteria, andata improvvisamente in corto.

Un riavvio provvisorio effettuato con i cavi dall’operatore del soccorso stradale ha permesso infine alla vettura di riaccendersi e riprendere, non senza un sospiro di sollievo, l’ultimo tratto di strada verso Magenta. Un rientro che difficilmente tutti i protagonisti riusciranno a dimenticare.

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