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Data Center a Vittuone: l’assessore Tenti punta tutto su energia e nuove convenzioni

Quella dei data center non è più una semplice pratica urbanistica locale, ma “una questione ormai diventata nazionale, che richiede una regolamentazione sia regionale sia statale”. Con queste parole Enzo Tenti, assessore ai Lavori Pubblici del Comune di Vittuone, ha aperto la conferenza stampa convocata a meno di 60 giorni dall’insediamento della nuova giunta guidata dalla sindaca Elena Comerio. L’obiettivo è fare chiarezza sulla posizione del nuovo esecutivo rispetto alle imponenti infrastrutture tecnologiche che stanno bussando alle porte del territorio.

La linea della giunta Comerio è netta: “Non siamo le persone del “no” a prescindere e non siamo contrari ai data center”, ha precisato subito Tenti. Tuttavia, l’amministrazione intende scardinare il vecchio modello di gestione di queste enormi varianti urbanistiche, puntando tutto su sinergie energetiche e ristrutturazione economica delle convenzioni private.

L’assessore ha mappato le due distinte partite aperte sul territorio comunale: Anzitutto l’area Ex Bardelli, che è il progetto ereditato dalla passata giunta Bonfadini.

Si tratta di una richiesta formale già approvata e adottata il 26 giugno 2025. Dislocato su una superficie coperta di oltre 15.000 metri quadrati, una superficie calpestabile di 21.005 metri quadrati e una richiesta di potenza energetica pari a 80 MVA (MegaVoltAmpere). L’atto è già deliberato e convenzionato. La giunta attuale è in attesa dell’esito della Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) da parte del Ministero dell’Ambiente, attesa per la fine del mese corrente. “Solo allora si capirà quali margini di manovra legali rimarranno al Comune per intervenire”, ha affermato l’assessore. Tenti ha aspramente criticato la convenzione siglata dalla passata amministrazione. C’è poi l’area verso Arluno, denominata Bosco del Bacin.

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Qui la partita è totalmente aperta. Esiste al momento solo una richiesta ufficiosa ed embrionale. Si parla di dimensioni quasi doppie rispetto all’Ex Bardelli, con una superficie lorda di circa 50.000 metri quadrati e 32.500 metri quadrati di superficie coperta. La giunta Comerio ha annunciato che bloccherà l’adozione del Piano di Governo del Territorio (PGT) approvato dalla giunta Bofadini nei suoi ultimi 30 giorni di mandato. Lo strumento urbanistico verrà interamente rivisto per impedire il consumo indiscriminato di suolo e per ridefinire le regole del gioco con i privati.

Il nucleo politico dell’intervento di Tenti risiede nel superamento del concetto di “opera a scomputo degli oneri”. L’assessore ha spiegato che i data center sono strutture massicciamente energivore e l’unico modo per renderle sostenibili è trattenere sul territorio l’energia che dissipano sotto forma di calore. “L’energia si trasforma, ce lo insegnavano alle elementari. I data center producono enormi quantità di acqua calda per raffreddare i server. Noi dobbiamo recuperare quel calore per creare sistemi di mini-teleriscaldamento per le strutture pubbliche, come il centro sportivo o la piscina comunale”.
Inoltre, Tenti propone un cambio di paradigma economico: anziché farsi costruire subito un’opera pubblica che rischia di diventare obsoleta o inutile nel giro di un decennio, i privati dovranno garantire un’entrata monetaria fissa e spalmata anno per anno nelle casse comunali. Questo permetterà all’ente pubblico di disporre di liquidità flessibile per rispondere alle reali e mutabili esigenze della cittadinanza nel corso del tempo.

Infine, Tenti ha rassicurato i vittuonesi: prima di ogni firma definitiva sui tavoli romani o locali, la cittadinanza sarà pienamente coinvolta in assemblee e incontri pubblici informativi.

A margine della conferenza, Enzo Tenti ha voluto aprire una parentesi per rispondere ad alcune polemiche politiche relative al suo passato mandato amministrativo nel vicino Comune di Magenta.
Incalzato dai giornalisti sulla delibera legata all’insediamento di un data center nell’area ex Novaceta, l’ex vicesindaco magentino ha mostrato i documenti ufficiali per fare chiarezza: “Io non ho mai approvato quel piano, ero assente giustificato quel venerdì per motivi di lavoro”.

Tenti ha smentito che la sua assenza fosse un espediente politico, ma ha confermato di aver sempre manifestato, anche quando era in carica, forti perplessità non sulla struttura in sé, ma sulla natura della convenzione economico-urbanistica applicata a Magenta. L’assessore ha ribadito che, se fosse stato presente al voto, non avrebbe approvato la delibera così com’era scritta, confermando la totale coerenza tra la linea che sta applicando oggi a Vittuone e le posizioni storiche assunte nel magentino.

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