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A Robecco va in pensione il Jean Paul, niente sarà più come prima

Certe pensioni passano inosservate. Altre finiscono sui registri dell’INPS. Quella di Angelo “Jean” Lovati, invece, meriterebbe probabilmente una delibera comunale, una seduta straordinaria del Consiglio e almeno una targa commemorativa all’ingresso del paese.

A certificare l’evento storico ci ha pensato perfino la celeberrima Gazzetta di Robecco, che in un’edizione straordinaria ha finalmente messo nero su bianco ciò che generazioni di robecchesi sospettavano da tempo: il Jean Paul (con l’articolo, alla lombarda) non è stato semplicemente un dipendente comunale. Jean è stato un fenomeno sociale.

Le cronache, peraltro rigorosamente imparziali, ricordano il campione della Dinamo Robecco, l’idolo delle folle, il bomber delle imprese impossibili, l’uomo che sarebbe stato ceduto al Real Madrid in cambio di una lavastrade nuova di zecca, provocando tumulti popolari degni delle migliori piazze europee. Fortuna volle che l’affare non si concretizzasse: Jean era la Dinamo e la Dinamo era Jean.

Ma ridurre Jean al solo calcio sarebbe ingeneroso. Perché, come ogni personaggio destinato alla leggenda, la sua biografia si muove in quella sottile terra di confine tra realtà, mito e chiacchiera da bar. Ci sono state le notti memorabili, le imprese sportive, gli episodi diventati folklore locale e persino le voci di una sua possibile candidatura a sindaco. Ipotesi poi accantonata non per mancanza di consenso, ma probabilmente per evitare una vittoria troppo facile.

Eppure, dietro il personaggio, c’è soprattutto l’uomo. Quello che per decenni ha servito il Comune con dedizione, disponibilità e quel sorriso capace di trasformare una giornata ordinaria in un aneddoto da raccontare. Perché se oggi tutti sorridono ricordando le avventure del “Fenomeno RonAngelo”, è perché Jean ha lasciato qualcosa di molto più importante delle leggende: ha lasciato affetto.

E allora sì, la pensione è meritata. Anche se viene il sospetto che per Jean non significhi davvero fermarsi. I fenomeni non vanno mai completamente in pensione: semplicemente cambiano campo da gioco.

Buona pensione, Jean.

E grazie per aver regalato a Robecco una cosa sempre più rara: una storia bella da raccontare. 🍻⚽🏆

I campioni passano. Le leggende restano.

I fioeu da la piasa (d’una voeulta…)

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