HomeItalpressCremonini al Circo Massimo, una notte di musica, memoria e meraviglia

Cremonini al Circo Massimo, una notte di musica, memoria e meraviglia

Gli aggiornamenti di oggi dalla Redazione Spettacoli

ROMA (ITALPRESS) – Ci sono notti che non finiscono mai, ma continuano a risuonare dentro. Ieri sera, al Circo Massimo di Roma, Cesare Cremonini ha fatto molto più che inaugurare una doppia data sold out: ha costruito un viaggio lungo oltre venticinque anni, attraversando ricordi, sogni e canzoni che hanno accompagnato intere generazioni.

L’apertura è affidata alle suggestioni di “Alaska Baby”, ma è chiaro fin da subito che la serata non sarà una semplice celebrazione del repertorio. Sul palco si alternano pianoforte, sax, grandi scenografie e una passerella monumentale che sembra allungarsi all’infinito verso il pubblico. A un certo punto Cremonini si ferma, guarda la folla e confessa di voler osservare i suoi fan “uno per uno”. Poi indica quella lunga passerella che, racconta, è partita nel 1999 e lo ha portato fin lì, su quel palco sospeso tra la folla del Circo Massimo. Ventisei anni di strada compressi in un istante. Quando arrivano “Ora che non ho più te” e “La nuova stella di Broadway”, il Circo Massimo canta come un’unica voce.

Poco dopo il tempo sembra fermarsi davvero. Da solo, con una chitarra tra le mani, il 46enne artista bolognese rende omaggio alla città con “Roma Capoccia” di Antonello Venditti. Nessun artificio, nessun effetto speciale: soltanto lui e migliaia di persone che trasformano il brano in un abbraccio collettivo. La serata continua tra la potenza tribale dei tamburi di “Possibili Scenari” e l’energia contagiosa di “Buon Viaggio” (Share The Love), fino ai momenti più intimi.

Seduto al pianoforte, Cremonini dedica “Vorrei” alla madre presente tra il pubblico. Racconta di averla scritta a quindici anni, durante una vacanza in famiglia. È uno dei momenti più emozionanti della serata. Ma le sorprese non finiscono. Sul palco salgono Lorenzo Jovanotti per “L’ombelico del mondo”, Elisa per “Aurore Boreali” e Luca Carboni per una toccante “San Luca”. Più che semplici ospiti, sembrano compagni di viaggio arrivati a condividere un tratto di strada. Poi arriva la parte finale, quella che appartiene ormai alla memoria collettiva del pop italiano.

“Logico”, “50 Special”, “Marmellata #25″, Poetica”: canzoni che il pubblico non canta, le restituisce al loro autore come fossero pagine della propria vita. La chiusura è affidata a “Un giorno migliore”. E mentre le ultime note si dissolvono nella notte romana, con l’annuncio di un nuovo album a fine anno con sonorità rock, resta la sensazione di aver assistito a qualcosa di raro. Non soltanto un concerto, ma una celebrazione della strada percorsa, della musica condivisa e della capacità, sempre più preziosa, di emozionarsi insieme.

– Foto Erika Serio –

(ITALPRESS).

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