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Mafia nel Nord Salento, blitz dei Carabinieri con 30 arresti

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LECCE (ITALPRESS) – Tagli sulla pelle per disegnare una croce, bacio sulle labbra tra i presenti, spumante e pasticcini per festeggiare l’ingresso nel clan. Un ritorno ai vecchi rituali della Sacra Corona Unita è quello scoperto dai Carabinieri del Comando Provinciale di Lecce, che all’alba hanno travolto l’articolazione mafiosa attiva nel Nord Salento con l’operazione “Core”. Più di 200 militari, supportati dai Cacciatori “Puglia” e dagli elicotteri, hanno eseguito 30 misure cautelari (27 in carcere e 3 ai domiciliari) emesse dal Gip su richiesta della Dda di Lecce, in un’inchiesta che vede indagate in totale 52 persone.
Le accuse sono pesantissime: associazione mafiosa, tentato omicidio, traffico di droga, estorsioni, incendi e porto d’armi, tutto aggravato dal metodo mafioso. L’indagine, condotta dal Nucleo Investigativo tra il 2022 e il 2024, ha smantellato il clan che controllava i comuni di Trepuzzi, Squinzano, Campi Salentina e Torchiarolo, gestendo in parallelo un enorme traffico di cocaina, hashish e marijuana.
Le microspie degli investigatori hanno filmato tre veri e propri “summit” mafiosi, tenuti in una masseria diroccata e in un’abitazione del centro storico di Lecce. Qui avvenivano le affiliazioni: ai nuovi membri veniva incisa una croce sulla spalla, sul petto o sull’addome, suggellata dal bacio in bocca con i sodali e, a volte, dal dono di una catenina con un crocifisso. Un legame di sangue fortissimo, che si estendeva anche alle armi, battezzate con nomi di donna come “Giulia”, “Patrizia” e “Gisella”.
L’indagine era partita dopo il drammatico tentato omicidio di un pregiudicato, avvenuto a Squinzano il 28 dicembre 2022 in un distributore di benzina. L’uomo, che era insieme alla compagna e ai tre figli minorenni, era stato ferito a un piede da una scarica di proiettili ed era riuscito a salvarsi nascondendosi dietro la cassa automatica: i sicari avevano fatto fuoco con un Kalashnikov AK-47, poi sequestrato dai militari insieme a pistole con matricola abrasa e chili di droga.
Tra gli aneddoti emersi, anche la paranoia dei boss: nel giugno 2023, vedendo troppe gazzelle in giro a Lecce, molti affiliati fuggirono convinti che fosse in corso una retata, senza capire che i Carabinieri stavano solo sfilando per la festa annuale dell’Arma.

– Foto: ufficio stampa Carabinieri –

(ITALPRESS).

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