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Prati stabili e marcite, il Parco del Ticino porta a ERSAF trent’anni di esperienza e tutela del paesaggio

I prati stabili e le marcite rappresentano uno dei patrimoni più preziosi del paesaggio lombardo, un’eredità agricola e ambientale che il Parco del Ticino tutela e valorizza da oltre trent’anni. Un’esperienza consolidata e riconosciuta che oggi è stata portata all’attenzione del convegno organizzato da ERSAF a Carpaneta, nel Mantovano, dedicato proprio alla valorizzazione del paesaggio della pianura lombarda e dei prati stabili.

A rappresentare il Parco del Ticino sono stati il direttore Claudio De Paola e il responsabile del settore agricoltura Michele Bove, che hanno illustrato il lungo lavoro svolto dall’ente nella gestione e nella promozione dei prati permanenti e delle marcite, elementi storici del territorio agricolo lombardo e autentici scrigni di biodiversità.

L’iniziativa si inserisce nell’ambito delle azioni promosse dalla Legge Regionale n. 15/2025 dedicata alla “Valorizzazione e tutela del paesaggio della pianura lombarda e dei prati stabili”, un provvedimento che punta a difendere e rilanciare un modello agricolo sostenibile, strettamente legato alla qualità ambientale e alla tradizione rurale lombarda.

“La valenza dei prati permanenti e delle marcite nel territorio lombardo e in particolare nel Parco del Ticino è straordinaria – ha spiegato Claudio De Paola – perché permettono di produrre foraggio di qualità, caratterizzano il paesaggio, potenziano la biodiversità, contribuiscono all’equilibrio delle falde attraverso l’irrigazione e sono fondamentali per ottenere prodotti agroalimentari di qualità”.

Si tratta infatti di ecosistemi agricoli unici, che nel corso dei secoli hanno modellato il volto della valle del Ticino e di gran parte della pianura lombarda. Le marcite, grazie al tradizionale sistema di irrigazione a scorrimento, consentono ancora oggi una produzione agricola sostenibile e un habitat ideale per numerose specie animali e vegetali. Un equilibrio delicato che il Parco del Ticino continua a difendere attraverso progetti, studi, collaborazioni scientifiche e un dialogo costante con il mondo agricolo.

“Il Parco del Ticino continuerà la sua importante opera di valorizzazione di prati e marcite – ha aggiunto De Paola – tramite il costante dialogo con gli agricoltori, le università e tutti gli altri soggetti coinvolti”.

Un impegno che guarda al futuro senza dimenticare le radici profonde del territorio: perché salvaguardare prati stabili e marcite significa proteggere ambiente, agricoltura, paesaggio e identità lombarda.

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