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Wonder Woman al Teatro Giuditta Pasta come casa creativa prima della nuova tournée

Antonio Latella torna a Saronno con Wonder Woman, spettacolo scritto insieme a Federico Bellini e prodotto da TPE – Teatro Piemonte Europa, scegliendo il Teatro Giuditta Pasta non come semplice tappa, ma come luogo da abitare. Qui lo spettacolo viene riallestito prima dell’inizio della nuova tournée, in un tempo di lavoro, ascolto e condivisione che restituisce al teatro la sua funzione più profonda: essere casa, laboratorio, spazio vivo di relazione.

Una scelta artistica e simbolica: il teatro come casa temporanea, laboratorio, presidio culturale in cui il tempo della creazione si intreccia con quello della comunità. In questo spazio, Wonder Woman torna a interrogare il presente con la forza di un teatro necessario, politico, urgente.

Sul palco Maria Chiara Arrighini, Giulia Heathfield Di Renzi, Chiara Ferrara, Beatrice Verzotti danno corpo e voce a una partitura intensa, attraversata da un flusso di parole che non concede tregua e che chiama lo spettatore a una presa di posizione.

Alle ore 20.00, nel foyer del teatro, il pubblico è invitato a partecipare a “Oltre il Sipario”, un momento di incontro e approfondimento con il Direttore Artistico Andrea Chiodi, per entrare nel cuore del lavoro prima della rappresentazione.

Note di drammaturgia

Ispirato a un fatto di cronaca realmente accaduto, Wonder Woman ripercorre la vicenda di una ragazza peruviana vittima di uno stupro di gruppo e di una sentenza che, in secondo grado di giudizio, assolse gli imputati sulla base di criteri profondamente discutibili, legati all’estetica della giovane donna. Secondo le giudici, la ragazza sarebbe stata “non abbastanza femminile” per risultare credibile come vittima.

La scrittura del testo non si limita alla ricostruzione del fatto, ma prova a immaginare e attraversare i continui ostacoli affrontati dalla ragazza nel tentativo di affermare la propria verità. Ne nasce un flusso di parole spesso privo di punteggiatura, che segue il ritmo del battito cardiaco, l’affollarsi dei pensieri, la pressione degli interrogatori, in un contesto che sembra ignorare il trauma e il dolore vissuto.

Nel 2015, ad Ancona, quella sentenza suscitò profondo scalpore. La Corte di cassazione ribaltò successivamente il giudizio, condannando gli autori dello stupro. Eppure, rimane inciso nella memoria collettiva quel precedente: un processo in cui l’estetica della vittima divenne argomento di giudizio, in un rovesciamento inquietante che trasformava la vittima stessa nell’imputata.

Lo spettacolo affida a quattro giovani donne il racconto teatrale di questa vicenda. Vichingo, il soprannome con cui la ragazza veniva chiamata nella realtà, diventa qui una Wonder Woman contemporanea: non una supereroina invincibile, ma una donna guerriera dei nostri tempi, costretta a lottare per ristabilire una verità continuamente negata.

Ogni incontro – con la polizia, con i tribunali, con le istituzioni – rafforza l’idea di una comunità in cui non sembra esserci spazio né per la pietà né per la giustizia. Il testo si struttura come un nastro di registrazione che si arresta e si riavvolge, accogliendo contraddizioni, esitazioni, fratture, proprio come accade in ogni deposizione segnata dal trauma.

Seguendo questa linea, Wonder Woman mette idealmente sotto accusa non solo gli autori del crimine, ma un’intera comunità, media inclusi, spesso incapace di sottrarsi ai due estremi dell’omertà o della spettacolarizzazione del dolore. Il teatro diventa così un banco degli imputati collettivo, uno spazio in cui la ricerca della verità viene rimessa al centro.

Come la Wonder Woman creata da William Moulton Marston, l’eroina di questo racconto non si arrende. Il suo lazo è la verità: un’arma simbolica che costringe a non mentire. Non è un caso che lo stesso Marston, oltre ad aver inventato l’iconica supereroina, abbia anche brevettato la cosiddetta macchina della verità, dedicando la propria ricerca a indagare il fragile confine tra verità e menzogna nella società.

Scheda artistica

WONDER WOMAN
di Antonio Latella e Federico Bellini
regia Antonio Latella
con
Maria Chiara Arrighini
Giulia Heathfield Di Renzi
Chiara Ferrara
Beatrice Verzotti
Costumi Simona D’Amico
Musiche e suono Franco Visioli
Movimenti Francesco Manetti e Isacco Venturini
Produzione TPE – Teatro Piemonte Europa
in collaborazione con Stabilemobile
Durata: 80 minuti

Contesto e progetto culturale
Lo spettacolo è inserito nella rassegna Contemporanea, parte del progetto VareseCultura2030, con il sostegno di Fondazione Cariplo e il coordinamento della Provincia di Varese, e contribuisce agli obiettivi di parità di genere e istruzione di qualità dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile.
Wonder Woman è teatro che interroga, ferisce, resiste.

Un’opera che non chiede di essere solo guardata, ma attraversata.

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