La storia era iniziata nell’agosto del 2019: una coppia novarese desiderosa di avere un figlio che non riusciva a concepire per vie “ordinarie” si era recata in Ucraina per coronare il proprio desiderio attraverso una madre surrogata.
Dopo la nascita e il riconoscimento della bambina, pero’, la coppia e’ rientrata in Italia, affidando la piccola ad una “tata” sul posto senza piu’ farsi sentire ne’ tornare a riprendere la piccola. La donna si era rivolta all’ambasciata italiana a Kiev: dalla sede diplomatica il caso era stato segnalato alla procura dei minori di Torino, che aveva aperto una indagine rintracciando i genitori e accertando la reale intenzione della coppia di non voler riprendere con se’ la figlia. Il caso era stato trattato anche dalla procura di Novara, competente per residenza dei genitori. Nel novembre 2021, quando la bimba aveva compiuto 15 mesi, era stata rimpatriata con un’operazione condotta dal Servizio per la cooperazione internazionale di polizia (Scip) della direzione centrale della polizia criminale in collaborazione con la Croce Rossa italiana e con il supporto dei magistrati novaresi.













