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Agricoltura. Gestione dell’acqua e salvaguardia delle risorse idriche: politici e tecnici a confronto al convegno di Cia Pavia

Zucchella (presidente Cia Pavia): “Collaborazione immediata tra politica, tecnici e associazioni è fondamentale per evitare situazioni drammatiche”      
PAVIA  – “Politici, tecnici e associazioni agricole devono collaborare per individuare nuove soluzioni nella gestione della risorsa idrica, senza perdere tempo prezioso”, questo l’appello con il quale Carlo Emilio Zucchella, presidente di Cia Pavia, ha sintetizzato il senso dell’iniziativa organizzata ieri a Garlasco presso il teatro Martinetti.
Consapevoli dell’importanza del tema, sono stati molti gli esponenti politici che hanno presenziato all’evento di Cia Pavia, tra cui il Senatore Gianmarco Centinaio, il presidente della Provincia Palli, i consiglieri regionali Invernizzi, Mura, Verni, Villani, ai quali si sono aggiunti il sindaco di Garlasco Molinari e l’Assessore Panzarasa, Andrea Sala, consigliere del Comune di Vigevano, il Commissario Straordinario della CCIAA Pavia, Giovanni Merlino, l’assessore Andrea Frustagli del Comune di Stradella e il presidente del CIMI-Ente bilaterale agricolo, Luciano Nieto.
 

Accanto a loro, i soci Cia e diversi esponenti del mondo accademico, della ricerca e dei consorzi irrigui, con il consigliere di Est Villoresi e Presidente del Consorzio del Ticino, Pierluigi Castiglioni, che ha illustrato l’attuale situazione del Lago Maggiore e lo stato dei lavori alla diga della Miorina, ormai conclusi e in attesa del collaudo finale.
Dopo i saluti inziali, il primo intervento tecnico è stato sviluppato dal prof. Luigi Mariani, agro climatologo, che ha illustrato l’andamento del clima a partire dai dati raccolti dalle 21 stazioni di rilevazione italiane. “La conoscenza e la diffusione dei dati sono preziose: solo da qui si può impostare delle strategie. Dovremmo, per maggiore efficacia, uniformare prima le modalità di raccolta a livello italiano, poi europeo, per studiare adeguatamente il clima.” ha sottolineato il Prof. Mariani, che ha aggiunto: “Accanto ad anni eccezionalmente siccitosi, come ad esempio il 2022 e il 2003, ne abbiamo avuto altri estremamente piovosi, pensiamo al 2014. Quindi ciò che è accaduto nel 2022 ci ha colti impreparati”.

A seguire è intervenuto il dott. Gabriele Cola, ricercatore e agronomo presso l’Università degli Studi di Milano, che ha ribadito la necessità di “quantificare la disponibilità e la richiesta d’acqua in ambito agricolo, aumentarne lo stoccaggio attraverso tecniche adeguate, utilizzarla in modo efficiente. Un aspetto importante è la conoscenza del contenuto idrico del suolo attraverso il bilancio idrico. Con sistemi di irrigazione più efficienti e adatti alla tipologia di suolo si può risparmiare acqua, che è la base della sostenibilità”.

La seconda parte del convegno è stata dedicata al tema infrastrutturale con l’intervento del Professor Pierluigi Claps del Politecnico di Torino e dell’Ingegner Domenico Castelli, Direttore della società d’ingegneria STECI.

Il prof. Claps ha illustrato le valutazioni necessarie alla localizzazione di piccoli e grandi invasi, richiamando la necessità di un coordinamento d’area vasta, interregionale, nella gestione della domanda idrica. “Fondamentale la presa in carico della politica per definire una nuova strategia: abbiamo un piano invasi e dei dati di valutazione vecchi di vent’anni. Praticamente dobbiamo ripartire da zero e rideterminare i fabbisogni.”

La relazione dell’Ing. Castelli si è focalizzata su un caso concreto di progettazioni infrastrutturali di nuova generazione e funzionale ad una migliore gestione e conservazione dell’acqua: l’invaso di Pianfei come esempio di intervento a contrasto della siccità nel monregalese (Piemonte, Cuneo). Attraverso il reperimento di fondi del PNRR è stato possibile avviare la realizzazione di un sistema di distribuzione dell’acqua dell’invaso di Pianfei, fino ad ora inutilizzato. Alcuni lavori devono essere ancora appaltati e completati, ma l’Ing. Castelli ha illustrato un esempio sicuramente virtuoso da cui prendere spunto a livello nazionale.

Ha concluso i lavori il presidente nazionale Cia, Cristiano Fini, che ha ribadito con forza “la necessità e l’impegno di Cia nel portare il tema della gestione sostenibile delle acque su un piano di discussione necessariamente nazionale. Dopo tanti anni di belle parole è giunto il momento di agire: la situazione è grave ed è giunto il tempo che la pubblica amministrazione e i tecnici e le associazioni si trovino attorno ad un tavolo e stabiliscano dei piani di azione immediati ed efficaci.”

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