HomeAmbienteBrughiera del Gaggio: salviamo il vampiro del Parco del Ticino !

Brughiera del Gaggio: salviamo il vampiro del Parco del Ticino !

Lipu, Legambiente, FAI e WWF: no all’ampliamento dell’area cargo di Malpensa. Il succiacapre resterà senza casa dopo l’ampliamento dell’aeroporto   

MALPENSA VA – Una creatura misteriosa si nasconde nella brughiera del Gaggio, in provincia di Varese. Non si tratta del mastino dei Baskerville immaginato da Arthur Conan Doyle, che preferisce le brughiere più fresche della Cornovaglia, ma del succiacapre. Un uccello al centro di tante leggende e che ora si trova in pericolo a causa dell’imminente ampliamento dell’area cargo dell’aeroporto di Malpensa, come denuncia la coalizione formata da Legambiente, FAI, WWF e Lipu insieme a varie associazioni locali ed esponenti del mondo accademico.
 

Si tratta di un sito di importanza internazionale per il succiacapre – spiega Giuseppe Bogliani, dell’Università di Pavia – specie di elevata priorità di tutela a livello europeo in evidente declino negli ultimi decenni. È nota la presenza nell’area di una popolazione numericamente rilevante, pari a 20-25 coppie, a indicazione dell’idoneità ottimale dell’habitat di brughiera per questa specie minacciata.”

Fu Plinio il Vecchio nella sua Naturalis Historia a tramandare la più celebre leggenda sul succiacapre e sulla sua strana natura di “vampiro”, demone o fantasma del mondo animale. Secondo i racconti popolari – come evidente peraltro dal nome scientifico Caprimulgus europaeus – il succiacapre passerebbe le notti a succhiare il latte delle capre, provocando negli animali la cecità. È stato considerato per lungo tempo anche uno psicopompo, ossia un essere in grado di trasportare le anime tra il regno dei vivi e quello dei morti.

 

La realtà è affascinante quanto la fantasia. Questa specie migratrice, nidifica e vive in brughiera tra marzo e settembre. È perlopiù crepuscolare e notturna, e si nutre di insetti volanti, frequentando spesso prati e pascoli. Come altri uccelli, caccia talvolta con la tecnica dello spirito santo, ossia librandosi nell’aria con un volo “immobile”, reso possibile da impercettibili aggiustamenti delle ali. E’ in grado di cantare per ore, in modo insistente, mentre il becco molto largo e i grandi occhi scuri gli donano un aspetto curioso. Di giorno riposa sul terreno protetta dai suoi colori mimetici. Qui depone anche le uova.

“La brughiera è la casa ideale del succiacapre e il declino di questo ambiente in tutta Europa sta avendo un impatto molto importante sulle sorti della specie. Non solo: la conservazione di aree come la brughiera del Gaggio è fondamentale per la sopravvivenza anche di altri animali – spiegano i portavoce di Legambiente, FAI, WWF e Lipu – dati recenti ci dicono che in quest’area sono presenti ben 184 specie di uccelli, di cui 52 di particolarmente protetti dalla Direttiva comunitaria.”

Un’altra specie dalle abitudini insolite e un po’ splatter è ad esempio l’averla piccola, che proprio negli spazi aperti come la brughiera caccia e si riproduce. Questo piccolo uccello è noto per la sua abitudine di conservare le prede in eccesso infilzandole su rovi e spuntoni. Non a caso il suo nome scientifico è Lanius ossia “macellaio”. “Questa brughiera è l’area più importante a livello nazionale come luogo di sosta per l’Averla piccola – aggiunge Bogliani – Basti pensare che nel periodo 1982-2003 sono state inanellate in Italia una media di 350 individui all’anno di tale specie, dei quali oltre il 10% nella stazione ornitologica di Lonate Pozzolo.”

Come veri acchiappafantasmi, ecco allora i trucchi per avvistare i due “mostri” della brughiera prima che sia troppo tardi: il succiacapre viene preceduto verso sera dal suo inconfondibile trillo, simile al rumore di un motore in lontananza; l’averla piccola, invece, può essere notata mentre osserva attentamente i dintorni posata in cima ad arbusti e rami. Sta attendendo con pazienza le sue prede. 

 

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