Si è svolta questo pomeriggio presso il Palazzo Pirelli a Milano la conferenza stampa di presentazione del progetto di legge sulla disciplina del Parco Agricolo Sud Milano che cambierà la governance del Parco.
LOMBARDIA – In merito è intervenuto il Consigliere regionale, membro della V Commissione territorio, Silvia Scurati.
“L’incontro di oggi, al quale hanno partecipato anche i capigruppo di maggioranza, intende presentare il progetto di quella che sarà una migliore gestione del Parco agricolo Sud Milano, espressa fino ad oggi dalla Città metropolitana ma affossata ormai da una eccessiva burocrazia e dall’incapacità di dare risposte, situazione che sta portando il Parco a un lento declino”.
“Il Parco – ricorda Scurati – ha un’estensione totale di 47mila ettari, coinvolge 61 Comuni (su 134 della cintura milanese) e trova al proprio interno ben 900 aziende agricole, 592 cascine, 400 allevamenti, 3 musei dell’agricoltura, 1 museo del gusto e 4 abbazie. Per questo è giusto che una realtà a così grande vocazione agricola abbia la migliore gestione possibile e questo pdl ne modifica la governance affidando a Regione Lombardia un ruolo importante, permettendo così di investire cospicue risorse come avviene per gli altri parchi regionali”.
“Le particolarità del Parco agricolo Sud Milano sono molteplici – sottolinea Scurati – come, ad esempio, gli agricoltori diretti proprietari dei terreni. Aree che l’attuale gestione di Città Metropolitana vorrebbe stralciare in circa 9mila ettari in luogo di aree naturali limitando fortemente l’attività agricola, cuore del Parco”.
“Bene, quindi questo pdl, sostenuto anche dall’assessore regionale all’agricoltura Fabio Rolfi, per affidare a Regione Lombardia la gestione e mantenere la naturale vocazione di questo storico gioiello lombardo, anche in considerazione di quanto sia preziosa oggi la produzione agricola locale” precisa Scurati.
“Il prossimo passo sarà in VIII Commissione agricoltura, parchi e foreste e avvierà la ricognizione di tutte le risorse patrimoniali e strumentale e occupazionali per il passaggio da Città Metropolitana e Regione Lombardia” conclude Scurati.













