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Biodinamica in un angolo, ma la legge sull’agricoltura biologica avanza: ormai è il 16.6% della superficie coltivata

ROMA Torna nuovamente al Senato in quarta lettura la proposta di legge su “Disposizioni in materia di tutela, sviluppo, competitività della produzione agricola, agroalimentare e dell’acquacoltura con metodo biologico”.
Associazioni di settore e una parte della politica oggi si attendeva un via libera definitivo alla legge sul biologico bloccata in un iter parlamentare lungo quasi 12 anni, ma la Camera ha prima approvato due emendamenti presentati da Riccardo Magi di +Europa/Azione che abrogano la discussa equiparazione tra il metodo biologico e quello biodinamico presente al comma 3 dell’articolo 1 e poi ha approvato la proposta di legge con 421 voti a favore e nessun contrario. Quindi, la proposta di legge dovrà tornare al Senato in quarta lettura.

Il testo era stato approvato dall’assemblea della Camera l’11 dicembre 2018. Il 20 maggio 2021 il Senato lo aveva approvato con modificazioni, ed era quindi tornato alla Camera per un ulteriore esame conclusosi oggi con modifiche.

Ora, grazie a un accordo di maggioranza raggiunto per superare l’empasse sulla proposta di legge, dovuto alle forti perplessità più volte manifestate dalla comunità scientifica, ultime quelle esposte dal premio Nobel Giorgio Parisi, rinnovate dalla senatrice Elena Cattaneo e giunte anche all’attenzione del capo dello Stato Sergio Mattarella, la norma dovrebbe essere definitivamente approvata dal Senato “da qui a un mese e comunque nel più breve tempo possibile”, come precisato da Paolo Parentela e Dedalo Pignatone (M5S) e dai componenti leghisti in Commissione Agricoltura: “grazie al lavoro della Lega abbiamo evitato il blocco della legge sul biologico che, con l`accordo e l`impegno del presidente della Commissione Agricoltura del Senato Vallardi, vedrà una veloce approvazione anche al Senato e in tempi brevi”.

 

Nonostante l’abrogazione della equiparazione tra metodo biologico e biodinamico, il metodo biodinamico non verrà, comunque, escluso dai benefici della legge”, come spiegato da Cia che si è detta comunque “soddisfatta per il recepimento delle sollecitazioni del mondo accademico e scientifico e, persino, del presidente Sergio Mattarella, in merito alla questione del metodo biodinamico”. Fondamentale però, per Cia, che arrivi ora “un segnale forte dal mondo politico per un ok in tempi rapidi in Senato prima di fine legislatura, dopo 12 anni di iter parlamentare”.

“Le aziende che rispettano gli standard del biologico, incluse quelle biodinamiche, rientreranno ugualmente nell’ambito di applicazione delle nuove norme – precisa anche il presidente di Confeuro Andrea Michele Tiso – Si è accesa insomma una contesa che appare più ideologica che sostanziale, che ha allungato ulteriormente i tempi di approvazione di una legge attesa da anni. Non possiamo che ribadire ora il nostro auspicio che il Senato approvi al più presto il testo così modificato”.

FederBio, AssoBio e Associazione Biodinamica, chiedendo che “si arrivi presto alla conclusione di un iter di approvazione della legge dettato dalla centralità del biologico per l`intero comparto agroalimentare”, definiscono “un peccato” l’abrogazione del comma sul metodo biodinamico, “perché si tratta di un metodo agricolo e di prodotti che vengono sempre più coltivati e apprezzati in tutto il mondo. Ma nonostante questo emendamento, il biodinamico – specificano – continuerà ad essere presente e sostenuto, come lo è stato fino ad oggi, in quanto pratica agronomica che si riconduce al metodo biologico, già riconosciuta fin dal primo Regolamento europeo del 1991 in materia di agricoltura biologica”.

Positivo il commento di Confagricoltura, secondo cui l’operato della Camera “fa chiarezza nelle previsioni normative e consente di arrivare velocemente alla conclusione dell`iter” al Senato, che va concluso “celermente, valorizzando gli orientamenti scientifici più volte richiamati dal Presidente Mattarella”.

La legge, tra le altre cose, definisce il sistema delle autorità nazionali e locali e degli organismi competenti; i distretti biologici e l’organizzazione della produzione e del mercato, compresa l’aggregazione tra i produttori e gli altri soggetti della filiera; le azioni per la salvaguardia, la promozione e lo sviluppo della produzione agricola, agroalimentare e dell’acquacoltura con metodo biologico, compresa la semplificazione amministrativa, e i mezzi finanziari per il sostegno alla ricerca e alle iniziative per lo sviluppo della produzione biologica, la realizzazione di campagne di informazione e di comunicazione istituzionale, nonché la promozione dell’utilizzo di prodotti ottenuti con il metodo biologico da parte degli enti pubblici e delle istituzioni. E istituisce un marchio nazionale che contraddistingua i prodotti ottenuti con il metodo biologico, realizzati con materie prime coltivate o allevate in Italia.

La superficie biologica in Italia ha raggiunto 2.095.380 ettari complessivi e l’incidenza della SAU biologica è passata dall’8,7% nel 2010 a 16,6% nel 2020, ricorda Confagricoltura. Notevole l`incremento dell`export, che in un anno è aumentato dell`11%, raggiungendo quota 2,9 miliardi di euro, con una crescita negli ultimi die-ci anni del 156%. L`Italia si posiziona al secondo posto per export dopo gli Stati Uniti.

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