― pubblicità ―

Dall'archivio:

Il grande Ronnie Jones intervistato da Lapo….ne sentiremo delle belle. A cura di Massimo Moletti

+ Segui Ticino Notizie

Ricevi le notizie prima di tutti e rimani aggiornato su quello che offre il territorio in cui vivi.

Attenzione: questo articolo fa parte dell'archivio di Ticino Notizie.

Potrebbe contenere informazioni obsolete o visioni da contestualizzare rispetto alla data di pubblicazione.

Ronnie Jones, un grande personaggio della Milano da bere, si racconta al Duca di Saronno.
 

 

IL MIO STATO D’ANIMO ATTUALE

“In questo periodo quasi com’è tutti sono un po’ angosciato ed ansioso, poi sospettoso! Non sento la paura di morire ma che qualcuno vorrebbe togliermi la mia libertà.

Sono un cantante, un vero entertainer. Uno a cui  piace stare con la gente. Amo la musica, il blues, rock and soul, perciò ho vissuto a fatica quest’ultimo periodo”. 

GLI INIZI

“Ho studiato musica fino ak mio diploma. Ho suonato il clarinetto! Il mio stepfather (padre adottiva) voleva un altro Benny Goodman con cui ho cantato con lui in un jam, ad una festa privata in suo onore a Londra nei anni 60’!). Come vedi il mio sogno era ed è il canto! Preparazione zero, tutto naturale! La mamma sperava di diventare una cantante lirica. Il mio improvvisato arrivo ha frantumato quello! Volevo diventare famoso per ripagare tutto”. 

LA CARRIERA  

“Ho avuto dei successi,  ma non durevoli! Il perché? Non la saprò, mai (chiedetelo a Mediaset!) 
Comunque, i sogni non muoiono mai, come la speranza! Scrivere e cantare un grande successo! Tornare davanti le telecamere come il personaggio che ero nel 1980. Ed esserlo anche in America come tale. Perché così la mamma da lassù, sarà orgogliosa di me”

PROSPETTIVE PER IL FUTURO

“Onestamente non ho idea. Spero solo che la pandemia finisca.  Io amo l’amicizia, farei di tutto per aiutare un amico, o uno/a che ha bisogno. Ma faccio la fine del cane, che viene allontanato perché dopo il prima carezza, dà fastidio! Io coso ho fatto nella mia vita? Ho amato il mio prossimo.
Ho avuto un cane per 17 anni.  Ho pianto come un bambino tre giorni di fila per la sua morte.  Ma ancora oggi tengo fede a quell’insegnamento: una carezza a tutti quelli  che mi vengono vicino”.

 

Questo articolo fa parte dell'archivio di Ticino Notizie e potrebbe risultare obsoleto.

■ Prima Pagina di Oggi