L’apporto femminile al mondo del lavoro, in particolare nei ruoli di leadership, come dimostrato da molti studi, ha un impatto significativo sullo sviluppo economico e sociale di un Paese. Ecco perché occorre incoraggiare e promuovere le donne in incarichi decisionali, nelle aziende, nei corpi intermedi e nella politica a tutti i livelli, garantendo, per le pari opportunità, tempi e modi di partecipazione sostenibili in relazione agli impegni e ai carichi sia lavorativi che familiari.
Con questo obiettivo, Donne in Campo-Cia invita nuovamente tutti a sottoscrivere il “Manifesto delle donne per la Terra”, al link https://www.donneincampo.it/
Secondo Terenzi, quindi, “sebbene l’agricoltura rispetto ad altri settori mostri aspetti di minore disparità tra i generi, tanto resta ancora da fare. In particolare, sarà cruciale accogliere l’idea di futuro che le donne dell’agricoltura veicolano nel loro prezioso lavoro quotidiano, legato strettamente a una visione multifunzionale e sostenibile del settore, che coniuga la produzione di cibo con welfare, comunità, tutela di suolo e paesaggio, salvaguardia di risorse e biodiversità, innovazione”.
Ancora di più, per quanto riguarda i diritti, “va ricordato che alle agricoltrici, come a tutte le lavoratrici autonome, viene riconosciuta solo la maternità obbligatoria (5 mesi), con un’indennità economica insufficiente a coprire le spese di una sostituzione in azienda -sottolinea la presidente di Donne in Campo-. Inoltre, non vengono riconosciute né la maternità a rischio né il congedo parentale per assistere parenti disabili. Senza dimenticare che il lavoro agricolo non è considerato un’attività usurante”.
Per tutto questo, come recita il Manifesto, “le donne impegnate in agricoltura -conclude Terenzi- vogliono far sentire la propria voce, insieme a quella di tutte le altre”.












