MILANO – “La Risoluzione che abbiamo approvato in Consiglio regionale è un documento che mette insieme il lavoro di tutti i consiglieri e rappresenta il primo passo per la ripartenza. Ora più che mai, infatti, siamo chiamati al lavoro per sviluppare le misure più adeguate per far ripartire il settore economico e sociale all’indomani di questa pandemia.
Così Silvia Scurati, Capogruppo della Lega nella IV Commissione Attività Produttive, Istruzione, Formazione e Occupazione di Regione Lombardia, sulla Risoluzione discussa in Aula, che ha visto proprio la IV come Commissione referente.
“I contenuti principali di questa Risoluzione, in particolare per i settori economici, riguardano le priorità per la ripartenza: il sostegno ai comuni, la previsione di un protocollo con Finlombarda e gli istituti di credito, la sospensione e la dilazione dei pagamenti e degli affitti, lo studio di alternative per fornire credito alle imprese, che avranno bisogno di liquidità. E ancora sostegno alle famiglie, al nostro turismo, alle scuole paritarie, ai commercianti e alle Pmi” spiega Scurati.
“L’opposizione – prosegue il Consigliere regionale – ci accusa di chiedere aiuto al Governo (peraltro cosa assolutamente legittima) e di non metterci risorse noi per primi. Peccato che Regione Lombardia i soldi li stia mettendo, anche dove avrebbe dovuto metterli da subito lo Stato e non lo ha fatto. Usiamo anche quelli che avrebbero dovuto arrivare da Roma, con i DPI, spendendo 400 milioni di euro per sentirci dire da Conte e soci che il rimborso ce lo sogniamo. Così come proprio ieri la Giunta regionale ha previsto 3 miliardi per piano straordinario investimenti ai Comuni lombardi. Il governo giallo-rosso può solo tacere e imparare dalla Lombardia”
“Se andiamo infatti a vedere cosa ha fatto finora il governo ci spiace ricordare che ha dato dell’allarmista e del razzista al nostro Presidente Fontana quando, a inizio anno, si diceva preoccupato per il rischio di diffusione dell’epidemia. Nel frattempo, mentre tacciava di allarmismo Fontana, il premier Conte firmava in gran segreto un decreto per l’emergenza a fine gennaio, dotava Palazzo Chigi di mascherine e altri strumenti prima di pensare a fare gli stessi acquisti per tutti gli italiani.Conte, che su questo e molte altre vicende si comportò come un novello Ponzio Pilato, non è mai nemmeno venuto in Lombardia. E questo atteggiamento da un Capo di Governo è inaccettabile” conclude Scurati.
















