Massimo Garavaglia, Sanità: “Meno burocrazia, più contenuti”. Le tre sfide per il futuro del SSN

Oggi il Senatore del Carroccio dell'est Ticino ha presenziato alla terza edizione della Cernobbio School 2026 a Villa Erba

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Governare il cambiamento per una sanità che guarda al futuro. Una sfida complessa e affascinante per il nostro Paese: l’evoluzione del Sistema Sanitario Nazionale. Di questo si è discusso alla Cernobbio School di Villa Erba.

Tanti gli ospiti e le autorità istituzionali tra cui il Senatore Massimo Garavaglia, Presidente della commissione tesoro e finanze a Palazzo Madama.

Garavaglia voluto scuotere il dibattito con tre riflessioni dirette. “Non possiamo governare il futuro del nostro Sistema Sanitario con logiche del passato”. In particolare, le riflessioni-provocazioni del Senatore del Carroccio dell’est Ticino si sono focalizzate su tre punti:

Medici di Medicina Generale: “Il ruolo del medico di base va profondamente rivisto – ha detto Garavaglia Se limitiamo la loro funzione a quella di semplici “prescrittori” di ricette, l’Intelligenza Artificiale li sostituirà in pochissimo tempo. Dobbiamo restituire dignità clinica e centrale a questa figura, trasformandola nel vero perno dell’assistenza territoriale”.

Quindi, le Case della Salute: stop alle “scatole vuote”. “Il modello organizzativo – ha proseguito il parlamentare leghista – previsto dal PNRR è già stato superato dai fatti. Tuttavia, poiché le strutture sono ormai realtà, la nostra priorità deve essere riempirle di contenuti. Non servono nuovi muri se dentro non ci sono servizi, tecnologie e personale pronti a rispondere ai bisogni dei cittadini”.

Infine la nuova preziosa figura dell’Assistente infermiere: occorre arrivare ad uno standard nazionale.
“L’inquadramento contrattuale di questa nuova figura è un passo avanti positivo, ma non basta – ha concluso Garavaglia – Non possiamo delegare questa figura strategica solo alla formazione professionale regionale. È necessario un intervento dello Stato che garantisca uniformità formativa e operativa su tutto il territorio nazionale. La salute non può viaggiare a due velocità” ha concluso.

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